Digiuno: efficacia e sicurezza
Il digiuno può aiutare la dietoterapia nella perdita della massa grassa: studi sull’efficacia e la sicurezza
Il digiuno è una pratica molto antica, nata principalmente per ragioni legate alla religione. Recentemente, però, è stata oggetto di studi e ricerche condotte con l’obiettivo di verificare come una riduzione dell’apporto energetico può aiutare a vivere in forma e più a lungo.
Per questo trovo interessante portare a conoscenza di tutti i risultati di tali analisi e diffondere maggiori informazioni in merito al digiuno. Questo articolo prende come riferimento l’analisi svolta dal Tavolo tecnico sulla Sicurezza Nutrizionale del Ministero della Salute,
INTRODUZIONE
Il presupposto dal quale partiamo è che l’obesità rappresenta uno dei principali problemi di salute nella maggior parte dei Paesi del mondo. In più nel corso degli ultimi vent’anni, l’obesità ha continuato ad avere un trend in crescita. L’organizzazione mondiale della sanità in occasione del World Obesity Day 2022 ha diffuso dati preoccupanti: più di 1 miliardo di persone nel mondo sono obese (650 milioni di adulti, 340 milioni di adolescenti e 39 milioni di bambini). Questi numeri sono purtroppo destinati a crescere ancora. L’OMS stima, infatti, che entro il 2025 circa 167 milioni di soggetti – adulti e bambini – peggioreranno il loro stato di salute a causa del sovrappeso o dell’obesità.
La letteratura internazionale ritiene che ci troviamo davanti ad una “Globesity” che è responsabile per il 35% della cardiopatia ischemica, per l’80% dei casi di diabete mellito di tipo 2, nonché per il 7-41% di alcuni tipi di tumori. Si tratta di malattie croniche non trasmissibili (MCNT) che l’OMS (considerando anche le patologie respiratorie) ha definito i “4 big killer” (diabete, aterosclerosi, tumori e affezioni polmonari). L’obesità possiamo dire che determina una “malattia nella malattia” che causa nel mondo circa 2,8 milioni di decessi l’anno e 12 milioni di anni di vita trascorsi in cattive condizioni di salute.
Un contesto clinico-epidemiologico di questo tipo impone interventi sinergici sia nell’ambito della prevenzione primaria sia nell’area clinico-nutrizionale. Senza alcun dubbio la prevenzione e la cura dell’obesità rappresentano oggi una delle sfide più importanti nella sanità pubblica mondiale. La letteratura scientifica sostiene in pieno il modello della dieta mediterranea quale trattamento dietetico delle MCNT. Recentemente, però, è cresciuta l’attenzione verso alcuni modelli alimentari volti a modulare l’assunzione dei nutrienti secondo i ritmi circadiani o periodi di digiuno più o meno lunghi alternati a periodi di alimentazione. Cerchiamo di capire meglio di cosa si tratta.
DEFINIZIONI
Innanzitutto definiamo il termine “digiuno”. Con questa parola si intende la condizione in cui un soggetto si astiene dall’assunzione di cibi o bevande per un determinato periodo di tempo. Il digiuno può essere di tre tipi:
- intermittente: definito whole day fasting secondo vari modelli tipo 1:1 o 5:2, cioè giorni di digiuno assoluto alternati a giorni di assunzione di cibo ad libitum, oppure time restricted feeding di 16/18/20 ore di digiuno susseguito da un’alimentazione libera in un arco temporale di 8/6/4 ore;
- modificato: con consumo nei giorni di digiuno solo del 20-25% del fabbisogno energetico alternati a giorni di digiuno assoluto. Nel concetto di digiuno modificato rientra la cosiddetta dieta mima-digiuno;
- religioso: come avviene, per esempio, nella religione musulmana, durante il periodo del Ramadam che può variare da 29 a 30 giorni dell’anno solare, in cui è previsto un periodo di digiuno (swan) dall’alba al tramonto con la completa astensione da cibo e bevande.
DIGIUNO E POTENZIALI MECCANISMI
I meccanismi molecolari, che sono alla base dello sviluppo delle MCNT e dell’invecchiamento, hanno come comune denominatore l’infiammazione cronica di basso grado che si sviluppa con l’età, la sedentarietà, la predisposizione genetica, lo stile di vita, gli inquinanti (fumo di sigaretta, alcol, idrocarburi) e l’overconsumption. Tutti questi fattori possono innescare uno stress per l’organismo. Anche se in un primo momento l’organismo è in grado di attivare dei meccanismi di compensazione, quando lo stress diventa cronico, le risorse disponibili non sono più capaci di contrastare l’infiammazione con conseguente aumento dello stress ossidativo.
POSSIBILI INTERAZIONI CON LO STATO DI SALUTE
I regimi di digiuno intermittente influenzano la regolazione metabolica attraverso effetti su:
- meccanismi biologici;
- ritmi circadiani;
- microbioma intestinale;
- comportamenti correlati allo stile di vita.
- Dal punto di vista metabolico, gli effetti sono sia a livello cellulare che a livello degli organi.
A livello cellulare l’apporto energetico totale, la composizione della dieta e la durata del digiuno tra i pasti, contribuiscono alle variazioni nei rapporti dei livelli di alcuni sensori bioenergetici che attivano e regolano la funzione cellulare e la resistenza allo stress. In pratica durante il periodo di restrizione energetica, le cellule adottano una modalità di resistenza allo stress attraverso la riduzione della segnalazione dell’insulina e della sintesi proteica complessiva. Complessivamente, l’organismo risponde al digiuno intermittente, riducendo al minimo i processi anabolici (sintesi, crescita e riproduzione), favorendo i sistemi di mantenimento e riparazione, migliorando la resistenza allo stress, riciclando le molecole danneggiate, stimolando la biogenesi mitocondriale e promuovendo la sopravvivenza delle cellule che nel loro insieme migliorano lo stato di salute e la resistenza alle malattie.
Il digiuno abbinato poi all’esercizio fisico migliora questi effetti.
DATI DISPONIBILI OGGI
In conclusione, si può affermare che gli studi sostengono che la restrizione calorica, ottenuta attraverso varie modalità e possibilmente con il modello mediterraneo, rappresenti il migliore approccio dietoterapeutico nel paziente. Ciò nonostante, dal punto di vista metabolico, il digiuno intermittente sembra essere particolarmente promettente nel controllo della sensibilità insulinica, della dislipidemia, dell’ipertensione e dell’infiammazione. In generale, mancano ancora studi a lungo termine per misurare l’impatto delle varie forme di digiuno intermittente sulla salute. Ciò suggerisce come sia soprattutto utile agire sullo stile di vita.
Qualsiasi modello alimentare, utilizzato in ambito medico, deve essere il più possibile personalizzato e, soprattutto, combinato con livelli di attività fisica adeguata alle fasce di età e alle condizioni cliniche di ciascun paziente. Ciò consente di agire sui fattori coinvolti nell’incremento della massa grassa per contrastare lo sviluppo dell’obesità e delle altre malattie cronico-degenerative.
BIBLIOGRAFIA:
SICUREZZA ED EFFICACIA DELLE VARIE FORME DI DIGIUNO NELLA DIETOTERAPIA FINALIZZATA ALLA PERDITA DELLA MASSA GRASSA
Ministero della Salute
Direzione generale per l’igiene e la sicurezza degli alimenti e la nutrizione
https://www.salute.gov.it/imgs/C_17_pubblicazioni_3242_allegato.pdf


